Le storie, riflessioni varie e fiabe.

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Le storie, riflessioni varie e fiabe.

Messaggio Da Emperor's chosen il Mer Apr 28, 2010 8:06 pm

In media scrivo ogni giorno, a volte sono ispirato, altre sono solo stanco e scrivo idiozie XD

spero che le troviate interessanti, ho un modo particolare di scrivere dicono.. a volte incomprensibile ( ma faccio apposta siccome sono su di un blog che leggono tutti i miei amici.)


"Perche' l'uomo perde tanto tempo nell'ozio? Perche' e' bello perdere tempo quando si ha da fare?

Quando qualcuno non ha niente da fare si annoia, ed e' alla disperata ricerca di qualcosa da fare.. quando invece si ha da fare, non si fa nulla, si preferisce rincorrere le galline per il pollaio, rimetterle a posto sul loro nido affinche' covino le uova.

Ma si sa che pochi istanti dopo le galline ritornano a razzolare sul prato, che senso ha questo?

Perche' il contadino si sofferma ad osservare le nuvole, steso sulla balla di fieno, con una spiga in bocca? E' affascinato dall'ombra che il suo cappello di paglia gli proietta sul viso? Sta ore a solleticarsi i denti con la lingua, controllando che ci siano ancora.

Avevo in mente di scrivere una fiaba oggi.. ma mi sembra stupida.

Proviamo, sono cosi' ridotto da sognare pure taccchini, galline, pavoni e contadini.

--
Albert ed il piede venuto dallo spazio.

C'era una volta, nei terreni di una fattoria, collocata vicino ad un fiume, un enorme pollaio. Si allevavano pavoni, occasionalmente polli e tacchini.
Si da il caso che in quel periodo, ci fossero solo pavoni, che con orgoglio narcisistico erano alla costante ricerca di pozzanghere per potersi specchiare. L'unica femmina del pollaio era jenny, una delle pavonesse piu' belle di tutto il regno. Un giorno il contadino si reco' alla fiera del paese, e verso sera tardi torno' a casa in compagnia della sua vincita, un grasso tacchino. Quest'ultimo si presento' col nome di Albert il tacchino, e dopo aver fatto la conoscenza di tutti quei snob azzurri, lo sguardo gli cadde sulla pavonessa. Albert sapeva perfettamente di non avere speranze, nel suo attuale stato era gia' tanto se il contadino l'avesse scelto per il giorno del ringraziamento.

Decise dunque di travestirsi da pavone, rubando qualche piuma caduta agli altri, prese anche il reggipetto della moglie del contadino per camuffare la sua obesita' e la cuffia da notte con cui avrebbe nascosto il suo collo bitorzoluto. Cosi' conciato assomigliava davvero ad un pavone, e per giustificare il colore anormale delle sue piume, decise di mentire sulle sue origini, era un pavone indiano, assai raro!

I giorni passarono in fretta alla fattoria, ed Albert era sempre piu' in intimita' con Jenny, lui cosi' misterioso ed esotico, a volte si lasciava scappare il tipico verso dei tacchini ( spacciato per imitazione), che lei sciocca ed ignara di tutto, trovava buffo. Venne il giorno del ringraziamento, ed Albert era molto ingrassato, avendo potuto cibarsi dalle scorte di cibo dei pavoni, che glielo permettevano. Il contadino che si era dimenticato di aver vinto un tacchino alla fiera, decise di scegliere il pavone piu' grasso del pollaio.. purtroppo scelse Albert, che nel tentativo di fuga dal carnefice perse il suo travestimento.

Jenny riconobbe il tacchino che l'aveva osservata con sguardo sognante il primo giorno, e capi' che non erano le regali piume di pavone ad affascinarla, non erano gli esotici racconti delle terre d'arabia ad incantarla, ma bensi' la spartana corona di piume di tacchino, quel buffo gongolare che a volte Albert emetteva, e quel strano collo rosso.

( ora non so se farla finire bene, di solito faccio morire tutti per vendetta personale ma.... mmm)

Un enorme, chilometrico piede verde e squamoso, sceso dal cielo calpesto' la fattoria.. tutti si ridussero ad ammassi di carne esplosa, l'intero possedimento venne raso al suolo.

Siete sotto shock?
Mangiate una brioche, o fumate.. e poi:

Questa fiaba non ha lo scopo di farvi capire, con la morale che " bisogna essere sempre se stessi con le donne", ma che il contadino avrebbe fatto meglio a non scherzare con L'antico tomo trovato alla fiera.

Un tomo chiamato" Necronomicon vl. nr. 167, scopriamo assieme i calli del piede di Cthulhu". "


quando sono arrabbiato scrivo queste cose:

" Ed ecco che ricomincia il ballo del pinguino sul vetro rotto"- disse Sebastian girando la chiave nel blocchetto d'avviamento della sua Lexus. Un altro Lunedi', l'inizio di una settimana ricolma di quel suo nauseante, schifoso.. peggio di un bagno chimico nel central park, Lavoro.

" e per cosa?" si chiese, aggiustando la cravatta. Era proprio in mattine come questa che Sebastian, ne aveva abbastanza . Lo faceva imbestialire il pensiero che per i prossimi 5 giorni, avrebbe dovuto raccogliere e consegnare cose altrui, guardando volti sconosciuti, che gli rivolgevano gesti senza significato..

gesti svogliati.

Si sentiva come se nel petto gli avessero messo un pezzo di piombo, pesante.. forse persino piu' della rata del mutuo che non pagava da sei mesi.

Erano gia' passati i pignoratori? Oltre..

Ripensando al mutuo, la fronte inizio' a sudargli, e non essendo piu' in forma come un tempo questo non gli giovava affatto -"Nervosismo, inutile nervosismo".

Che ne era stato di tutte le sue riflessioni, estatiche visioni, cercare l'ispirazione, vivendo la scintilla dell'attimo? I suoi studi nell'accademia d'arte non erano serviti. Niente, zero, nulla era rimasto dei vecchi sogni e delle passate glorie scolastiche, erano anni che non toccava pennello o percepiva l'odore acre della vernice fresca.

Sebastian parcheggio' il suo Lexus lungo la via del vicinato, un bel parcheggio ad S, come suo padre gli aveva insegnato tempo fa. Tutto era frutto della sua seconda natura, quella piu' cauta e previdente, a cui tutti quei sogni e riflessioni artistiche, parevano idiozie.

Avvicinatosi al campanello dell'elegante via, suono'..
" Chi e'?" gli chiese il citofono- " posta" rispose lui.
La porta si apri', e salendo le scale, che conducevano al salotto, si poteva gia' intuire come fosse vestito il proprietario di casa.. " sicuramente un lungo accapatoio con nastri gialli e rosa, pantofole nere.." penso' Sebastian.

In realta' non aveva nulla di cio', era in canottiera, e lo fissava con cupi occhi neri, occhi che non si potevano attribuire ad un essere vivente.

Purtroppo, con grande dispiacere del nostro postino, l'essere chiese con aria arrogante:" Che consegna e'?"

come se quasi avesse del tempo, che non poteva sprecare per scoprirlo da solo.

" Lustrini" penso' Sebastian, non ricordandosi cosa ci fosse dentro, non rispose nemmeno alla domanda.

Non rispose, perche' erano questi i momenti piu' belli del suo lavoro, quelli prima del completamento della consegna. Si sentiva come Dio. Aveva in mano l'unica risposta che al momento importava.
Ma c'erano altri momenti in cui Sebastian si sentiva Dio.

" E' sordo o menomato mentale per caso?" Chiese il destinatario del pacchetto, interrompendo il flusso di pensieri del postino. " Si si.. aspetti solo un momento.." posando il pacchetto sul tavolino- " penso che questo la sorpendera' sa?" e gli pianto' un coltello dritto in pancia.

Una, due, tre coltellate, effettuate con il secondo coltello estratto dalla giacca... Sebastian si sentiva Nuovamente Dio.

Non a caso sapeva perfettamente come scuoiare scoiattoli- " avro' fatto il corso da boyscout per niente da piccolo?".

La risposta la diede l'oramai morente essere di casa," No.. noo.." con voce flebile.

Sebastian tiro' fuori la macchina fotografica, e fece la sua prima foto. Il prima, poi sarebbe venuto il dopo.

Trascino' il cadavere vicino la parete bianca del salotto, lo sollevo' ed inizio' ad accoltellarlo con premura, facendo attenzione che il sangue sgorgasse dalla schiena, per decorare la parete. Quando il coltello divento' inutile, inizio' con le dita, per passare poi all'intera mano. Alla fine, pur utilizzando una metodica alquanto inusuale ed imprecisa, l'opera era completa.

Furono l'odore di sudore, viscere, urina ed interiora umane a dare quel tocco in piu', con esse Sebastian riusci' a cogliere il tanto desiderato " momento pittorico".

Era riuscito a fare il suo ritratto col sangue della vittima, " et voila'"- Si poteva forse immaginare un'opera piu' intrisa dello spirito dei giorni nostri?

click.. cheese, "sorridi Sebastian!"


Siccome sto facendo una tesina sul giappone :



Dicono che l'acqua abbia una memoria, come la carta.

Un giapponese ha fatto un esperimento tempo fa:

ha posto 3 bacinelle d'acqua in casa sua, ogni giorno ripeteva la stessa cosa:

la prima era quella a cui dedicava attenzioni, come ad un amante
la seconda l'insultava
la terza la ignorava

Dopo un mese, la prima bacinella ha iniziato a fermentare, provocando un piacevole odore di sake' ( curiosamente la cosa piu' amata dallo scienziato)
la seconda e' diventata nera come la pece
la terza e' marcita con alghe al suo interno.

Noi siamo al 80% fatti d'acqua, cio' vuol dire che essa ha una grande importanza, non e' tutta uguale l'acqua che beviamo.. non e' come si crede.
L'acqua puo' essere viva o morta, provate a bere dal rubinetto, sarete d'accordo con me che non e' come bere da una sorgente montana?
" cloro, processi di lavorazione, confrontati con la natura"

no non si tratta di questo, ma di armonia e musicalita'. Di zen.

L'acqua del rubinetto e' ricolma d'odio, e' morta, come un essere vivente frustrato sbattuto tra kilometri di tubature, per poi scrosciare nel vostro rubinetto.. e' defunta.
L'acqua della sorgente montana invece, e' viva, a contatto con la natura, ricca di oligoelementi e carica di positivita'.

Ci ricarica, ci risveglia... e' come una redbull, meno potente, ma l'effetto e' piu' duraturo. Perche' sano e non stravolge gli equilibri del nostro corpo, forzando le cose.

Mia madre dice che quando era piccola, la vicina di casa vendeva bottiglie d'acqua " rinvigorita". Come? Ponendo queste cisterne vicino ad un grammofono che suonava Bach, beethoven e mozart.. musica di Dio, con essa l'acqua si potenziava stranamente.. e la gente era felice bevendola.

Potrebbe essere anche un effetto placebo, chissa', ma curiosa stranezza della natura, forse un giorno ne sapremo di piu'..

Alla salute allora! Intanto io inizio a prepararmi un the', e presto mi comprero un vero e proprio set per farlo.
--

Il libro del te', a primo sguardo si direbbe incentrato sulla cerimonia del te', il Cha-No-Yu. Mi sono sbagliato, perche' parla di molto di piu', la cultura intera giapponese, con a capo Okakura Kakuzo ( professore e scrittore) che si vuole opporre alla globalizzazione imposta dall'occidente.

Leggendo le prime pagine mi sono sentito gia' piu' saggio, piu' sereno e tranquillo.. non solo, credo che nella mia cristianita' introdurro' un qualcosa di nuovo, lo Zen, il buddismo... perche' dopo ieri so cosa voglia dire essere davvero in pace con se stessi, anche se per poche ore.

Prima di riportare qui il pezzo iniziale del primo capitolo, per poi buttarmi nella lettura ( lo completero' stanotte verso l'una massimo, perche' e' piccolo ma ogni pagina pesa come 30 normali.) voglio esprimere un pensiero che mi rimbalzava in testa da 3-4 giorni..

ho questa sensazione di vuoto dentro? si

Ma e' male?.. non secondo lo zen, non secondo i giapponesi.

Forse e' un bene, se mi sentissi pieno, sazio della vita non pretenderei nulla, invece nel vuoto c'e' speranza, ce' la possibilita' di riempirsi, di nuove cose, c'e' tensione, desiderio di esperienze, qualcosa insomma..

che una persona piena non puo'.

Il vuoto e' positivo, mi viene in mente il gioco con il contenitore, sassi, ghiaia, sabbia, acqua.. dopo davvero molto e' il secchio e' pieno.

Anche in avatar lo dicevano," i vostri scienziati sono come cesti pieni, non possiamo donarvi la nostra cultura" c'e' voluto qualcuno come Sully, vuoto nella sua ignoranza per mandare avanti un film.

Allora attendo solo che mi riempiate, prego fatevi avanti... saro' portatore vivente della vostra saggezza, avrete sicuramente qualcosa da insegnarmi.

Ed ora:

"Se consideriamo quanto sia piccola, la coppa della gioia umana, come fa presto a riempirsi di lacrime, come si vuoti facilmente per la nostra inestinguibile sete d'infinito, non ci si dovra' stupire dell'importanza che noi Giapponesi diamo ad una tazza di the'."

Indubbiamente dopo la lettura di questo libro, mi daro' alla ricerca di qualsiasi cosa questi due nomi, abbiano prodotto:

Lao-Tzu

Sakyamuni

A volte trasformo cio' che sogno in storia:

6.00

Si mise a suonare quella maledetta sveglia digitale.

Andando contro ogni aspettativa, mi sentivo benissimo sin dal primo passo verso il bagno.

Mi incamminai per andare a lavoro, velocemente come se avessi le ali ai piedi. Una volta dentro la mia limousine, vedevo i pali della luce accendersi uno dietro l'altro, appena ci passavo affianco.

Rivolgendomi al conducente della vettura di lusso:
"Accosti autista alla stazione degli autobus grazie!", e cosi' fu..

Scalini gialli di un autobus aziendale, portiere idrauliche che si aprono e si richiudono. Dentro un sterile cartello giallo, inchiodato alla cabina dell'autista:

LE PORTE SI APRIRANNO.

Mi siesi sul primo sedile libero, ed attesi che si arrivasse a destinazione, ridendo dell'ovvia affermazione in giallo.

Ma il biglietto dell'autobus?

La vettura, con un leggero fischio dei freni, si fermo' esattamente al capolinea. Passarono un minuto, due.. per assicurarmi che tutto fosse a posto guardai ancora le tranquillizzanti lettere che riportavano:

LE PORTE SI APRIRANNO.

Aperte.. apriranno.. Va bene, ma quando?
Rivolsi lo sguardo verso gli altri passeggeri del bus. Sedevano immobili, come inchiodati alle loro seggiole, guardando fuori dal finestrino verso il vuoto. Erano simili alle sculture del museo di Madame Tussand, ma molto meno interessanti.

Da quando durava? Non avevo con me un orologio, ma per qualche oscura ragione non riuscivo a chiedere l'ora.

Lentamente il panico mi pervase.. era come cercare di buttare fuori acqua da una barca ridotta ad un colabrodo, nel mezzo dell'oceano, aiutandosi solo con le mani.

Ero invisibile ai loro occhi vitrei.. perche' non si aprono quelle dannate porte? Perche' non riesco a vincere la timidezza di chiedere che ore sono?

"E se fossi in un programma come candid camera? No no certamente non mi farei fregare cosi' facilmente.. ed allora non chiediamo che ora e'.. ci sediamo, e con calma attendiamo che le porte si aprino".

Qualsiasi cosa stesse accadendo, decisi di prendere una decisione. Non dovevo cadere nel panico, ma al contempo non volevo perdere altro tempo.. il lavoro aspettava!

Per tenermi occupato, mentre decidevo presi uno Snickers dalla tasca, le sue croccanti noccioline sotto l'incessante premere dei miei denti, che ritmicamente, come il ticchettare dell'orologio che non avevo al polso, le frantumavano.

Iniziai anche a leggere gli ingredienti della barretta, ed una scritta curiosa.

DA CONSUMARSI ENTRO LA DATA DI SCADENZA

quale data di scadenza se non c'erano numeri?

Prima della fine.. della scadenza.. ma di cosa????

E le porte non si aprirono, ma le persone iniziarono a sciogliersi come cera al sole.

Quando mi sveglio?

Mi trovavo in un ospedale, sotto flebo.

Un infermiera sorrideva, e mi perforava il braccio, incessantemente con un'enorme siringa.. di cera.



scusate eventuali errori di grammatica, ma scrivo di getto e non mi soffermo mai a correggere ( anche se sono imperdonabili a volte XD)


se avete gradito ne ho altre in serbo..
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Re: Le storie, riflessioni varie e fiabe.

Messaggio Da Dartel il Mer Apr 28, 2010 8:24 pm

Che dire, il racconto non è niente male. su alcune cose c'è da pensare.

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Re: Le storie, riflessioni varie e fiabe.

Messaggio Da Emperor's chosen il Mer Apr 28, 2010 8:26 pm

grazie Smile

in che senso da pensare?
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Re: Le storie, riflessioni varie e fiabe.

Messaggio Da Dartel il Mer Apr 28, 2010 8:32 pm

Nel senso che ti fanno riflettere tipo quando non hai niente da fare cerchi da fare e quando hai da fare non si fa niente e ti aggiungo che magari hai più cose da fare ma non sai quale fare, poi alla fine non ne fai nessuna.

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Re: Le storie, riflessioni varie e fiabe.

Messaggio Da Emperor's chosen il Mer Apr 28, 2010 8:33 pm

ahahah si e' vero Very Happy oggi infatti me ne sono reso proprio conto..
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I tuoi racconti....

Messaggio Da sidilbradipo1 il Gio Apr 29, 2010 12:03 pm

... sono interessanti. Mi sono presa del tempo per leggerli con attenzione e devo dire che se ti concentrassi, di volta in volta, su un soggetto specifico avresti sicuramente la possibilità di scrivere un racconto o un romanzo completo. Certo, anche l'esperienza e l'abitudine a scrivere costantemente, hanno un ruolo importante, ma fondamentale è incominciare. Il resto verrà...

Dai, che abbiamo nella nostra community un futuro scrittore

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Re: Le storie, riflessioni varie e fiabe.

Messaggio Da Emperor's chosen il Gio Apr 29, 2010 3:39 pm

uuh che onore, grazie dell'apprezzamento Very Happy cav
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Re: Le storie, riflessioni varie e fiabe.

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